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Manodopera – La sapienza delle mani per plasmare un mondo bello

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Manodopera, il cui titolo originale è Interdit aux chiens et aux italiens (Vietato ai cani e agli italiani) narra le vicende di una famiglia piemontese tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Realizzata completamente in stop motion e costata sette anni di riprese, la pellicola di Alain Ughetto esce nelle sale italiane nell’agosto 2023. Ma andiamo con ordine.

Tramconto

Manodopera unisce trama e racconto a livello semantico. Se infatti la prima definisce lo svolgimento dei fatti importanti che costituiscono l’argomento, il secondo, nella sua accezione più antica, li espone a voce e senza particolari cure. Spesso i due termini vengono scambiati per sinonimi ma in questo esempio specifico tale operazione risulta impossibile ed è necessario coniare un neologismo: tramconto.

Il regista vuole approfondire le proprie radici attraverso un dialogo immaginario con nonna Cesira: questo l’incipit di una storia che si apre sul panorama piemontese ai piedi del Monviso, valica le Alpi fino in Francia alla ricerca di una vita migliore e prosegue intrecciando gli avvenimenti lavorativi, sociali e politici di un proletariato al quale pur nella sua fragile ingenuità è sempre stato riconosciuto un alto livello di eccellenza.

Significati: parte uno

Titolo, periodo storico e ambientazione collegano l’immaginazione dello spettatore ai temi del duro lavoro nella costruzione di gallerie per collegare Italia e Francia. Manodopera etimologicamente richiama il mestiere artigianale, l’arte di arrangiarsi e di costruire, creare qualcosa per sé e la propria famiglia.

In originale invece Interdit aux chiens et aux italiens pone un altro tipo di accento sul trattamento nei confronti di un popolo e un’intera classe di lavoratori dentro e fuori i confini italiani.

Significati: parte due

I personaggi ideati da David Roussel si animano con il contributo di Marjolaine Parot sulle scenografie di Jean-Marc Ogier per consegnare al pubblico un’esperienza visiva totalizzante, immersiva e suggestiva. Il mondo è reinventato attraverso colori, suoni e oggetti comuni che, alla maniera di Cenerentola si trasformano in zucche, cavolfiori, zollette di zucchero e lastre di cartone.

Manodopera - Luigi e Cesira
I capofamiglia Luigi e Cesira in una scena del film

Stop motion, plastilina e le mani del regista che intervengono nella narrazione ribadiscono il concetto espresso dal titolo supportando l’idea di vita semplice ma allo stesso tempo incantevole, ricca di dettagli (incredibili gli occhi dei personaggi che rendono gli sguardi una narrazione a parte), gesti (nonna Cesira che cuce le calze al nipote sottolinea la laboriosità delle donne e il ruolo prezioso all’interno della famiglia) e musica (le danze alla luce delle candele sulle note di una fisarmonica dimostrano la volontà di essere felici e uniti anche nell’umiltà della vita popolare).

Storia

La storia più immediata è quella di una famiglia di lavoratori italo-francesi costretta costantemente a spostarsi alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa come era stata Ughettera e come sarà Paradiso (ma non nel senso comune del termine). Questa visione mostra il lavoro duro di un’Italia povera, affamata, sfruttata e subissata da razzismo, separazione e morte. Gli esseri umani sono pedine senza valore utili per raggiungere gli scopi dei potenti: dai governi alla chiesa ognuno arraffa quel che può senza curarsi della condizione in cui vertono le famiglie. In tutto ciò però Ughetto non spegne mai i riflettori sull’enorme dignità che fa camminare a testa alta le sue piccole marionette in plastilina.

Dialogo

Nonna Cesira si anima e risponde alle domande del nipote sul passato della propria famiglia. Le parole tuttavia sono poche perché a parlare sono silenzi, sguardi e situazioni. Attraverso questi espedienti il regista scopre una storia composta da molti racconti nei quali ogni spettatore potrebbe rivedersi almeno in parte: preoccupazioni economiche e di sopravvivenza, la speranza di una vita migliore e di un’eredità da lasciare ai propri figli insieme alla manodopera e ai ricordi di una famiglia che ha sempre fatto il possibile per restare unita e volersi bene.

Manodopera

Presentato per la prima volta al Locarno Film Festival, la pellicola di Alain Ughetto ha ricevuto il premio come miglior film di animazione agli European Film Award 2022. Manodopera è uno spazio bianco in cui prendono forma passato e presente di una famiglia che racchiude intere generazioni di lavoratori la cui sapienza risiede proprio in quelle mani capaci di creare e plasmare un mondo bello.


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