Wander Allen

L'opinione che non ha la presunzione di essere giusta

Home » Una notte a New York – Taxi movie generazionale

Una notte a New York – Taxi movie generazionale

Condividi

Una notte a New York nasce dalla curiosità della produttrice Dakota Johnson che insieme al collega Sean Penn interpretano i due protagonisti di un racconto interamente girato nell’abitacolo di un taxi dalla regista Christy Hall (distribuito da Lucky Red nelle sale dal 19 dicembre 2024).

La trama è semplice. All’aeroporto JFK una giovane programmatrice (Dakota Johnson) sale su un taxi per tornare a Manhattan dopo un periodo passato dalla sorella nella loro città natale in Oklahoma. L’autista alla guida è Clark (Sean Penn), un uomo figlio degli anni Sessanta e come tale si dimostra impiccione e senza peli sulla lingua ma contemporaneamente paterno e sincero.

Il tempo della storia è il tragitto allungato da un incidente forse evitabile ma che permette ai due di instaurare un dialogo stratificato su argomenti che da superficiali e scherzosi raggiungono una profonda intimità personale.

Not another road movie

Una notte a New York rientra nel filone dei titoli sviluppati in auto al pari di A spasso con Daisy (1989) o del più recente Green book (2018) la cui originalità è data dal contesto o dai personaggi. La coppia Penn&Johnson rientra in quest’ultima categoria: una donna misteriosa che non rivelerà mai il proprio nome è la passeggera di un’autista che invece durante la corsa si proporrà in più vesti sottolineando aspetti mutevoli dell’evoluzione esistenziale vissuta fino a quel momento. Sarà compito dello spettatore distinguere verità e finzione.

Quasi per gioco la coppia inizia uno scontro a colpi di esperienze di vita. Clark racconta gli innumerevoli capogiri sentimentali trovando risposta inizialmente nell’infantile rapporto paterno di lei per crescere con una consapevole relazione insieme a uomo sposato.

Da questo momento la pellicola approfondisce aspetti sensibili delle reciproche storie culminando con una rivelazione intima della giovane che oltre a far breccia nel cuore dell’esperto tassista gli rende impossibile qualunque risposta.

La regista trasfigura il ruolo di Clark in quello del metaforico padre della ragazza (il titolo originale è Daddio la cui traduzione potrebbe essere una variazione di dad, daddy, sostantivo usato dalla maggior parte dei bambini americani per identificare la figura paterna) la (ri)accompagna a casa dopo un momento difficile della propria vita rincuorandola che il mondo non è finito e il suo libro ha ancora molte pagine da scrivere.

Epoche a confronto

Christy Hall mette in scena uno spettacolo teatrale in chiave cinematografica utilizzando come palcoscenico l’abitacolo di un taxi. Attraverso fitti scambi dialettici Una notte a New York è un dialogo su relazioni, tradimento, amore e sesso argomentati dal punto di vista di un uomo del passato e di una donna del presente: lui le consiglia di interrompere una relazione senza futuro mentre lei vede la questione diversamente sperando nella decisione dell’amante di rinnegare moglie e figli in suo favore.

Il momento in cui Clark apre il finestrino per porgerle una chewing-gum è significativo poiché invade lo spazio del passeggero. Lei, spavalda come sempre, risponderà affacciandosi dal medesimo oblò penetrando la dimensione del guidatore a sottolineare il livello di complicità ormai instauratosi.

Dettagli

Nel breve periodo della pellicola lo spettatore non riesce ad avere un quadro completo dei personaggi ma solo alcuni dettagli derivanti dalle inquadrature. La regista svela il corpo della ragazza soffermandosi su unghie e smalto lavorando in modo certosino sul linguaggio di sguardi e occhi che diventano un importante elemento narrativo a supporto dei dialoghi.

Una notte a New York_Sguardi
Sean Penn e Dakota Johnson interpretano reciprocamente il vecchio autista e la giovane passeggera.

La dimensione intima e riservata dell’abitacolo permette di cogliere ogni piccola sfumatura. Lei si sfiora i capelli e si morde le dita quando riceve i messaggi dell’amante. Lui cerca di riportarla alla conversazione producendo una protezione paterna apparentemente non richiesta ma neanche disdegnata. 

Una notte a New York sono due generazioni a confronto attraverso emozioni, atmosfere ma soprattutto dialoghi ripresi in modo da arricchire la semantica.

Clark è il vecchio Grillo Parlante che forte dell’esperienza è convinto di non potersi sorprendere di ciò che la giovane ha da raccontare. Lei al contrario vuole a tutti i costi dimostrare la propria unicità e indipendenza rispondendo a tono nel sopracitato gioco a due che solo alla fine decreterà un vincitore riportando equilibrio alla narrazione.

Il pathos dello spettatore si sposta in continuazione tra i protagonisti rimbalzando dalla concreta solidità della vita vissuta al diritto giovanile all’esplorazione anche attraverso la dinamica dell’errore formativo.

Tutto ciò a patto di lasciare una mancia discreta, meglio in contanti, per l’ultima corsa della notte.


Prima di salutarvi, vi ricordo di seguirmi anche su Instagram e di iscrivervi gratuitamente al gruppo Telegram per restare sempre aggiornati sulle ultime novità!


Condividi
Torna in alto
error: Content is protected !!