I peccatori (Sinners) ha avuto momenti altalenanti nella mia watchlist legati soprattutto al genere orrorifico che spicca tra gli altri nella sinossi. Leggendo alcuni commenti tuttavia ho scoperto un sottofondo musicale interessante accompagnato da significati tra le righe per i quali ho ceduto al rischio. Ma andiamo con ordine.
I peccatori dal tramonto all’alba
La storia inizia dalla fine. Sammie Moore (Miles Caton) interrompe la funzione mattutina tenendo tra le mani i resti di una chitarra e mostrando evidenti segni di percosse. Quando il predicatore, suo padre, lo implora di abbandonare la musica e tornare sulla via del Signore il regista Ryan Coogler riavvolge il nastro al giorno prima per raccontare l’accaduto.
I gemelli Stack e Smoke (Michael B. Jordan), tornati dalla Guerra e da un periodo malavitoso nella Chicago degli anni Trenta, ingaggiano Sammie per l’inaugurazione del juke joint per soli neri costruito restaurando una segheria dismessa poco fuori città.
Oltre al cugino reclutano il pianista Delta Slim (Delroy Lindo), la cantante Pearline (Jayme Lawson) e alcuni vecchi amici per il bancone.
Da qui la linea narrativa si ramifica seguendo le storie dei protagonisti impegnati nei preparativi per la serata e quella del fuggiasco Remmick (Jack O’Connell). Quest’ultimo, dopo aver trovato un porto sicuro nella fattoria di Bert (Peter Dreimanis) e Joan (Lola Kirke), membri del Ku Klux Klan, li aggredisce trasformandoli in vampiri e svelando il lato oscuro della pellicola.

Il sole cala e il juke joint apre le porte ai primi avventori mostrando ricchi tavoli da gioco, bevande di classe e soprattutto una pista da ballo sulla quale disperdere le fatiche accumulate sulle note dell’iconico blues del Mississippi.
Tutto fila liscio finché i succhiasangue si presentano alla soglia chiedendo di poter entrare. Al rifiuto dei gemelli per motivi razziali, il gruppo si allontana incuriosendo però Mary (Hailee Steinfeld), preoccupata di una rappresaglia del Klan.
Quest’ultima verrà morsa e il suo rientro nel locale sarà la scintilla della sanguinosa lotta per la sopravvivenza che si trascinerà fino all’alba, quando Sammie interromperà la Messa.
Titoli di coda
La storia riprende tra i titoli di coda. Sammie, ormai anziano, confessa ai vampiri Stack e Mary, incontrati casualmente, quanto la sera del 1932 sia stata significativa per la sua formazione musicale e personale. Il gemello condivide il punto di vista poiché essa rappresenta l’ultimo ricordo di felicità e libertà dal giogo dell’immortale vita notturna.
Mississippi anni Trenta
Quella che in origine può sembrare una semplice storia action dalle tinte horror nasconde in realtà molteplici connotazioni legate alla storia dell’America delle segregazioni e degli scontri razziali. Clasksdale, la cittadina dove si svolge la vicenda, rappresenta il luogo dal quale Smoke e Stack hanno deciso di fuggire nella speranza di una vita migliore. Tornare significa seppellire il passato e coltivare il sogno di un futuro solare (contrapposto al buio delle creature notturne) seminando il cambiamento in una terra finora dura, sanguinosa e repulsiva.
La musica per le comunità nere era il modo di sopravvivere alla supremazia bianca rimarcando le proprie origini. Iconica in tal senso la scena che unisce sonorità di epoche e contesti diversi rendendole voci e strumenti di un evocativo caotico baccanale perfettamente calibrato e funzionale alla semantica generale.

La musica
La colonna sonora dello svedese Ludwig Göransson avvalora ulteriormente la pellicola. Secondo antiche leggende i musicisti afroamericani custodiscono segreti ancestrali capaci di infrangere il velo tra vita e morte per superare i confini temporali della realtà. Sammie incarna Robert Johnson, iconico chitarrista e cantautore statunitense che deve le proprie incredibili doti ad un presunto patto demoniaco. Blues e juke joint rappresentano per la comunità di colore la sacrilega zona franca dove rompere le catene della retorica suprematista inneggiando a libertà e uguaglianza.
Cultura, libertà e omologazione
Quando parla di contaminazione Coogler evidenzia il rischio di un’omologazione a senso unico. La richiesta dei vampiri di partecipare alla festa metaforizza la volontà/necessità dei bianchi di possedere la cultura espressiva afroamericana che implicitamente e involontariamente accetta l’assuefazione nella speranza di un’integrazione lieve dei propri valori fondanti.
I peccatori risponde caricando negativamente la figura del parassita con invidia e desiderio dimostrando sfiducia sulle opzioni di libertà e uguaglianza schiacciate dalla smania di controllo e possesso.
Tutto in una notte
I peccatori s’inserisce nei titoli impegnati nella ricostruzione interpretativa di vicende umane e luoghi. Il regista mostra allo spettatore il valore della libertà attraverso gli occhi delle popolazioni afroamericane indicando il suo punto di vista sugli errori del passato e mostrando il ruolo dell’arte, in modo particolare la musica, nell’identificazione culturale e il potere implicito di veicolare democrazia e uguaglianza azzerando per il tempo di una canzone qualunque differenza di estrazione sociale, genere e intelletto.
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