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The Life of Chuck – Il motivo per cui Dio ha creato il mondo

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The Life of Chuck è una scommessa. Si consiglia di non giudicare i libri dalle copertine e per il cinema credo valga lo stesso altrimenti non mi spiego come sia rimasto folgorato dalla grafica della locandina: Tom Hiddleston seduto a una panchina in stile Forrest Gump, circondato da un’aura azzurra e dei punti luce che illuminano titolo e dettagli. Ma andiamo con ordine.

The Life of Chuck senza The Life of Chuck

Quando ho letto che il film è tratto dall’omonimo racconto di Stephen King il salto è stato semplice: in famiglia infatti, alcuni parenti sono estremamente fan del re del terrore contrariamente al sottoscritto che invece ne è incredibilmente spaventato. Alzo il telefono in cerca di informazioni e scopro che The Life of Chuck è una delle novelle dell’antologia Se scorre il sangue (If it bleeds – 2020). Recuperato il libro, leggo d’un fiato la settantina di pagine di cui è composto ma anziché richiuderlo, resto in silenzio per un tempo imprecisato sprofondando nell’interessante contenuto semantico, riflettendo sul valore delle citazioni e sorridendo infine mentre penso che la scommessa è sulla buona strada per essere vinta.

Trentanove splendidi anni! Grazie Chuck!

La storia mostra tre momenti della vita di Charles Chuck Krantz raccontati da altrettanti punti di vista. Nel primo, Atto III: Grazie Chuck!, il professor Marty Anderson sta rientrando dopo una giornata a scuola quando scopre che la strada è bloccata da un ingorgo dovuto ai cataclismi che stanno colpendo l’intero pianeta. Fermo nel traffico nota il manifesto pubblicitario di un uomo seduto alla sua scrivania con una cicatrice a forma di mezzaluna sulla mano. Il testo recita semplicemente: 39 splendidi anni! Grazie Chuck!

The Life of Chuck_Il cartellone visto da Marty Anderson
Tom Hiddleston interpreta Charles Krantz

Inizialmente non ci fa molto caso ma quando decide di passare dall’ex moglie Felicia, elemento fondamentale per la sua sfera emotiva, vede lo stesso cartellone su ogni superficie possibile, digitale e cartacea, mentre il soggetto, immobile in un letto d’ospedale, consegna definitamente le armi.

Cambio di rotta e il secondo atto Artisti di strada mostra un batterista che intrattiene i passanti per qualche spicciolo. La giornata non sembra redditizia finché un anonimo Chuck decide di improvvisare una danza sfrenata insieme a una ragazza del pubblico.

Infine, Atto I: Contengo moltitudini racconta gli anni giovanili di Charles Krantz, i rapporti familiari e una cupola al centro di una soffitta apparentemente infestata dalla quale sembra si possa vedere oltre l’orizzonte.

Il racconto al contrario e la dialettica Hegeliana

La storia ha una struttura rovesciata. Iniziando dalla morte compie un viaggio a ritroso fino all’infanzia esplorando il valore di emozioni, ricordi, persone e luoghi che l’idea withmaniana considera fondamenta dell’essenza di sé come somma della moltitudine esperienziale dell’uomo.

Nel terzo atto la morte del protagonista è contemporanea alla fine del mondo. Il secondo rappresenta la felicità di danzare pensando che è quello il motivo per il quale Dio ha creato il mondo. Quello, e nessun altro. Il corpo reagisce alla musica sottolineando l’importanza di cogliere l’attimo qui e ora vivendo intensamente il presente.

The Life of Chuck_Una scena del film
Chuck e Janice (Annalise Basso) in una scena del film

Le origini di Chuck richiamano la meraviglia tramite i voraci occhi di un bambino che sperimenta con ottimismo e serenità ciò che lo circonda essendone al contempo incuriosito, affascinato e spaventato. Quando finalmente troverà il coraggio di aprire il lucchetto e salire in soffitta, la cupola gli rivelerà le circostanze della propria morte ma invece di attribuirgli un valore negativo, King capovolge il paradigma nella versione più limpida ed etica del memento mori: scegliere di vivere ogni istante anziché farsi strangolare da ansie e paure. Se l’essere umano è una stella dell’universo in continua espansione, la sua luce continuerà a propagarsi attraverso le influenze edificate negli altri anche dopo il termine del proprio viaggio terreno.

Extra ordinario

Uno dei commenti critici riportati sulla locandina recita: un’emozionante celebrazione della vita. The Life of Chuck è un meraviglioso invito a valorizzare l’ordinario rendendolo irripetibile analogamente alla parabola della strega proposta da Tim Burton nel suo Big Fish. Chi abbraccia la visione della cupola è consapevole che ogni attimo trascorso fino alla fine del proprio mondo è unico e deve essere valorizzato per illuminare la grandiosa moltitudine universale.


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