Thelma e Louise è un classico ricomparso recentemente in una cornice particolare. Mentre faceva zapping durante uno dei nostri ormai famigerati caffè, mamma ha scoperto casualmente la pellicola di Ridley Scott. Soffermandosi mi ha concesso il privilegio di arricchire il comparto semantico attraverso le sue reazioni. Ma andiamo con ordine.
Thelma e Louise: amiche in fuga
Louise Sawyer (Susan Sarandon) e Thelma Dickinson (Geena Davis) partono a bordo di una Ford Thunderbird con l’idea di passare un weekend tra amiche, lasciandosi alle spalle ansie e problemi. Entrambe coltivano il desiderio di libertà: la prima dal marito (Christopher McDonald) ossessionato dal controllo che la vede in forma di semplice casalinga sempre disponibile, la seconda invece dal compagno musicista (Michael Madsen) al quale vuole rinnovare il desiderio attraverso la mancanza.
La tensione sale quando Thelma, per difendere Louise uccide un uomo fuori dal bar dove si fermano per un drink.
Convinte di non essere credute invocando la legittima difesa premono l’acceleratore verso il Messico tra colpi di scena, rimescolamenti di carte e incontri strampalati che formeranno un manifesto di emancipazione, dignità, solidarietà e libertà femminile.

Emancipazione
Quando il film vide le sale per la prima volta, nel 1991, il concetto di emancipazione aveva forme diverse rispetto al giorno d’oggi. Thelma e Louise rappresentano la mancanza di fiducia del mondo femminile in una società a guida maschile. La fuga diventa quindi metafora di evasione da un sistema repressivo che anche davanti all’evidenza predilige la tesi degli uomini sul gentil sesso.
L’ispettore Hal (Harvey Keitel) è l’unico a credere nella loro innocenza ma la sceneggiatura evitando di mettere i tre personaggi sullo stesso piano sottolinea l’incomunicabilità degli universi impedendo costantemente l’incrocio delle strade.
Questioni di genere
Limitarsi a definire drammatico Thelma e Louise elimina gran parte delle influenze western e del road movie. Comicità e tragedia si mescolano a campi larghissimi su deserti e canyon dell’iconografia cowboy (diretti fotograficamente da Adrien Biddle) alternati a locali polverosi, diner e pompe di benzina che strizzano l’occhio a Il posto delle fragole e Fratello dove sei.
Cultura americana
Il film è impregnato di riferimenti alla generazione degli anni Novanta opportunamente indossati dalle protagoniste per sottolineare l’annullamento dell’esclusiva maschile su jeans, magliette con teschi e bandiere sudiste, Ray-Ban e capelli liberati al vento su una decappottabile turchese.
Thelma e Louise sono moderne eroine quotidiane che comprendono l’insensatezza delle proprie certezze e riversano frustrazione e speranza nel sogno impossibile di un viaggio alla scoperta delle libertà finora precluse: emozioni, sesso e amicizia.
Il mito del sogno americano viene riletto da Scott mostrando un rinnovato punto di vista sulla ricerca della felicità.

Oltre i confini dell’innovazione
Thelma e Louise segna un punto di svolta non solo per la scelta di due protagoniste femminili alleate e non rivali ma soprattutto per la volontà di scavalcare il recinto finora ritenuto insormontabile di vincoli e restrizioni. La metafora on the road, il desiderio di raggiungere lo sfrenato Messico e il fermo immagine finale diventano tappe di un viaggio inarrestabile oltre il limite: il cinema che supera sé stesso.
Chi sono Thelma e Louise?
Thelma e Louise nasconde tra le righe un messaggio di emancipazione che per essere compreso va allargato attraverso il punto di vista di qualcuno che lo abbia realmente vissuto. Come scritto all’inizio, osservando le reazioni di mamma il valore intrinseco della pellicola di Scott trasfigura il semplice viaggio di due amiche nell’America stereotipata degli anni Novanta lasciando emergere i limiti che ancora oggi la società fatica a superare per mancanza di volontà e sfiducia nel cambiamento.
Questa recensione è dedicata al reale soggetto del film: mia mamma, le amiche e le ragazze incontrate per strada, le colleghe e in generale ogni donna che non trova posto nell’universo maschile assolutista incapace non solo di valutare oggettivamente la situazione femminile contemporanea ma soprattutto di agire concretamente per superarla.
Prima di salutarvi, vi ricordo di seguirmi anche su Instagram e di iscrivervi gratuitamente al gruppo Telegram per restare sempre aggiornati sulle ultime novità!