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L'opinione che non ha la presunzione di essere giusta

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Star Wars in 5 punti

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Parlare di Star Wars è come parlare di religione secondo Big Fish, non sai mai chi potresti offendere. Partiamo proprio da questo.

Star Wars attraverso i secoli

Come mai la gente vuole così bene a Star Wars? Per rispondere a questa domanda bisogna rispolverare i libri di storia: il primo episodio del franchise targato George Lucas risale al 1977 e si intitola appunto Star Wars (solo successivamente infatti il titolo è diventato Episodio IV, una nuova speranza). L’ultimo capitolo, per ora, è L’ascesa di Skywalker ed è uscito in sala nel 2019.

La differenza tra queste due date risponde alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Sono infatti passati 42 anni dal primo ciak della seconda trilogia all’ultimo ed è perciò normale pensare che diverse generazioni di fan e spettatori si siano susseguite in sala.

Quando ancora il viaggio spaziale era un’utopia lontana, i ragazzini potevano veder volare i propri idoli su incrociatori imperiali e X-Wing. Chiunque sarebbe rimasto affascinato da un simile universo e probabilmente ne avrebbe tramandato la passione in modo simile a come ha fatto mio padre con il film The Warriors!

La conseguenza a tutto questo, è un affetto tanto ampio da perdonare buchi di trama, sceneggiature tenute insieme con la colla, e altre problematiche.

Star Wars-Attraverso i secoli
Credits: IllusiveManJr on Reddit

Non chiamatela solo fantascienza

Uno degli aspetti che talvolta passa in secondo piano è che il genere a cui fa riferimento Star Wars non è la fantascienza, bensì la space opera. La differenza sembra ridicola, ma concedetemi ancora poche righe e vedrete che alcuni dettagli cambiano notevolmente.

Con il termine fantascienza si identifica una narrazione nella quale scienza e tecnologia hanno un impatto decisivo sulla società. I replicanti di Ridley Scott sono fantascienza, così come lo sono i robot di Fritz Lang per capirci. L’elemento fantastico entra marginalmente nel contesto e solo se allude al campo scientifico.

La space opera invece riprende i canoni dell’epica tradizionale e pone al centro dell’attenzione le vicende dei personaggi, i loro punti di forza e le loro debolezze. L’ambientazione spaziale in Star Wars è grandiosa ma non è determinante ai fini della narrazione: cambiando contesto, l’idea permane.

Per questo motivo l’opera di Lucas non può definirsi solamente fantascienza.

In che ordine vanno visti i film di Star Wars

Esistono due modi, a mio avviso, per guardare la triplice trilogia di Guerre Stellari:

  • La versione di Lucas: secondo il regista, ogni avvenimento era pensato fin dall’inizio, anche la rinascita di Palpatine. Di conseguenza, consiglia di vederli in ordine di episodio, partendo dal primo fino al nono.
  • La versione di Luca: senza nulla togliere all’opinione del padre della saga, personalmente preferisco seguire l’ordine di uscita, partendo dalla seconda trilogia (Episodio 4, 5 e 6), per passare poi alla prima (Episodio 1, 2 e 3) e concludere con la terza (Episodio 7, 8 e 9). In questo modo gli occhi si abituano gradualmente alle novità apportate dagli effetti speciali. Inoltre, sebbene questa modalità introduca degli spoiler, personalmente non li ho trovati insopportabili e anzi, mi hanno fatto apprezzare maggiormente alcuni tratti della narrazione (iniziando da La minaccia fantasma avrei incontrato subito l’inutile Jar Jar Binks e forse non sarei arrivato al punto in cui Luke impugna la spada laser per la prima volta).

I colori delle spade laser

Fin da piccolo, verso fine dicembre, desideravo che Babbo Natale mi portasse una spada laser, l’emblema per antonomasia dei guerrieri Jedi, custodi della Forza più pura e protettori del bene e della Repubblica…quelli che vanno in giro in vestaglia senza che nessuno si scandalizzi insomma.

Tutte le spade vengono costruite attorno al cosiddetto Cristallo Kyber, che inizialmente si presenta senza un colore specifico perché gli viene attribuito dal possessore in base alla propria indole.

Gli allievi Padawan si recano su Ilum e Dantooine per scegliere il cuore della propria arma, ma devono esserne degni altrimenti il cristallo non manterrà la forma solida e si scioglierà. Questo aspetto, a tratti, ricorda Harry Potter e la scelta della bacchetta da Olivander.

Blu: il cristallo blu risiede nelle spade dei Jedi guardiani, che sfruttano la Forza a fin di bene e sono fedeli alla Repubblica. Uno dei più famosi possessori della spada dalla luce blu è Obi-Wan.

Verde: il colore attribuito ai Jedi consolari nei quali la Forza raggiunge la massima potenza. Pur essendo molto abili nelle tecniche di combattimento, essi prediligono la negoziazione allo scontro diretto. Due su tutti, Yoda e Qui Gon.

Giallo: le spade laser di colore giallo appartengono alle sentinelle dei templi Jedi ma non è raro vederlo tra gli allievi Padawan.

Rosso: il colore del lato oscuro per eccellenza. Per ottenerlo, è necessario che il guerriero si sottoponga al rituale del sanguinamento che significa instillare nella propria spada sentimenti e sensazioni negative come rabbia, odio, paura, sofferenza e dolore. Esse corrompono il cristallo originale conferendogli appunto il colore rosso.

Nero: si tratta di antiche spade Jedi rubate dai Mandaloriani prima della Caduta.

Bianco: opposto al rosso, è il colore ricavato dalla purificazione di una lama appartenuta al lato oscuro. Nella serie Star Wars Rebels, Ahsoka Tano brandisce una coppia di spade dalla lama bianca.

Viola: Mace Windu è l’unico a impugnare una spada viola perché l’attore che lo interpreta, Samuel L. Jackson, ha chiesto di avere un elemento distintivo rispetto agli altri. Per dare un senso alla questione, si è pensato di introdurre il viola come perfetto bilanciamento tra il blu e il rosso, ossia rispettivamente tra il potere guardiano e quello distruttivo. Uno Jedi che brandisca una spada dalla lama viola potrà beneficiare del potere benefico della forza e contemporaneamente delle tecniche di combattimento dei Sith, senza tuttavia cadere nel lato oscuro.

Consigli per gli acquisti

Questo breve articolo non ha la presunzione di spiegare tutti i retroscena di Star Wars. Per farlo infatti, non basterebbero nove episodi più eventuali spin off.

Mi piace pensare però di essere riuscito ad approfondire alcuni aspetti che normalmente non vengono trattati ma che, a parer mio, possono migliorare la fruizione dell’intera opera.

A tal proposito, per finire, oltre a consigliarti quest’altro articolo, vorrei lasciare un paio di link che rimandano a letture interessanti, video e molto altro.

Le più belle storie di Star Wars

Nel 2020 è difficile avvicinarsi alla prima trilogia perché ormai i nostri occhi sono abituati a uno standard più alto di effetti speciali.

Per andare incontro al problema, ho trovato questo volume di più di trecento pagine, che attraverso il linguaggio della graphic novel racconta gli avvenimenti degli Episodi quattro, cinque e sei recuperando fedelmente dialoghi e scene dagli script originali.

Otto episodi in venticinque minuti

Ipotizziamo che alcuni amici del/la vostro/a moroso/a vi invitino a cena per celebrare l’anniversario di Star Wars e che voi non abbiate idea di cosa sia ma allo stesso tempo non vogliate fare brutte figure.

Ebbene, questo video riassume i punti salienti dei primi otto episodi in meno di mezz’ora.

Ovviamente si tratta di un’infarinatura ma almeno vi eviterà di chiamare la neuro quando…in strano modo parlare sentirete voi!

I giocattoli della nostra infanzia

Il primo capitolo di una serie di documentari disponibili su Netflix, parla dell’influenza di Guerre Stellari sulla società e sulla cultura contemporanea. Trovo molto interessante la riflessione dell’impatto economico dei giocattoli sull’intera distribuzione del marchio Star Wars.


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