Piccole cose come queste (Small things like these) è un film del 2024 che pone lo spettatore davanti alla scelta di agire o girarsi dall’altra parte. Ma andiamo con ordine.
Il contesto delle Case Magdalene
Le Case Magdalene erano forme di riabilitazione femminile istituite intorno al Settecento tra Irlanda e Inghilterra e dismesse alla fine degli anni Novanta.
Il nome deriva da Santa Maria Maddalena la quale, secondo tradizione, divenne seguace di Gesù dopo essersi pentita dei propri peccati.
Recenti ricerche ne hanno tuttavia svelato il lato nascosto: per evitare scandali e mantenere il buon nome della famiglia, spesso queste ultime diventavano complici di un sistema che, forte del lato ecclesiastico, obbligava giovani madri nubili, ragazze costrette a prostituirsi o adolescenti vittime di stupro a intraprendere percorsi di redenzione estenuanti composti da lavoro, privazione e preghiera.
La trama in breve
Durante le festività natalizie del 1985 l’irlandese Bill Furlong (Cillian Murphy) consegna carbone a bordo del proprio furgone per le vie di un anonimo villaggio del Wexford.
Bussando alla porta del convento incontra una ragazza che lo implora in lacrime di liberarla e portarla con sé.

L’episodio, combinato a pensieri che disturbandone il sonno lo rendono distaccato e assente nei confronti della famiglia, risveglia in Bill ricordi infantili legati alla madre Sarah, anch’essa figlia del sistema, riabilitata e reinserita in società come domestica per la ricca signora Wilson (Michelle Fairley).
La pellicola recupera a questo punto i toni dickensiani (in un dialogo viene citato David Copperfield) del romanzo da cui è tratta nel quale Claire Keegan costringe il protagonista a confrontarsi con il proprio passato per decidere se agire o meno sul presente laddove chiunque altro tace prediligendo la strada omertosa di apatia e distacco.
Buio, vuoto e silenzio
Tim Mielants (Peaky Blinders) dirige una storia di contrasto tra il soggetto e la realtà che lo circonda chiedendo alla recitazione di Murphy di immergersi nel buio di una scenografia tenebrosa portavoce di spaventose vicende interiori, pensieri e silenzi dell’uomo comune apparentemente inerme davanti a potenze più grandi di lui.
Piccole cose come queste è un film amaro che non determina vinti, vincitori o un lieto fine. Il pretesto delle case Magdalene, già approfondite nel 2002 da Peter Mullan, dona allo spettatore gli strumenti per elaborare un punto di vista soggettivo sulla situazione attuale in senso generale e scegliere se restare indifferente contribuendo alla crescita di un subdolo male collettivo oppure agire e intraprendere la via del cambiamento.
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