I Mitchell contro le macchine sono legati a Spider-Man: Into the Spider-Verse, uno dei miei film d’animazione preferiti in assoluto. Questo è il motivo che mi ha spinto a pigiare play.
Pur trattando temi diversi il film diretto da Mike Rianda supera per certi versi le avventure dell’arrampicamuri facendo tesoro della lezione del 2018.
Ma come al solito andiamo con ordine!
Chi sono i Mitchell e perché combattono le macchine
I Mitchell sono una famiglia composta da Rick, orso tecnologico vicino all’artigianato e al rapporto con la natura. Linda, la moglie che desidera la vita perfetta dei vicini di casa ma abbraccia l’imperfezione della propria. Aaron, il figlio più piccolo amante dei dinosauri al punto da chiamare l’intero elenco telefonico alla ricerca di qualcuno con cui discuterne. Katie, metafora dell’artista incompreso che al contrario del padre è iperconnessa e sfrutta la tecnologia per creare contenuti online con l’aiuto del cane, il meme vivente Monchi.
La ragazza viene ammessa all’università di cinema della California ma la sera prima della partenza un litigio padre/figlia rischia di minare il rapporto tra i due. Rick decide di caricare l’intera famiglia in auto e intraprendere un viaggio on the road diretti al campus nella speranza di appianare le incomprensioni passando del tempo insieme.
Mentre accade tutto questo l’imprenditore della Silicon Valley Mark Bowman ha in programma un importante aggiornamento di PAL, l’assistente personale all’interno di smartphone, televisori, auto e qualunque altro strumento digitale senza sapere che in realtà quest’ultimo ha intenzione di ribellarsi eliminando l’intera razza umana.
Da questo incipit inizia l’avventura dei Mitchell: unici a scampare casualmente alla cattura e determinanti per la salvezza del pianeta.
Flashforward sui titoli di coda
Il soggetto de I Mitchell contro le macchine nasce dalla volontà del regista di omaggiare la propria famiglia. Come si nota dai titoli di coda infatti si tratta di una pellicola semi autobiografica. Rick diventa la trasposizione del padre di Rianda che invece si manifesta nel carattere dei due fratelli. L’eccentricità di Aaron indica il lato estroverso mentre la creatività viene espressa a tutto tondo dalla personalità di Katie.

Il viaggio on the road traduce l’importanza della famiglia come punto di partenza per la scoperta del mondo da parte dei figli.
Pocket Full of Kryptonite
Chiedo in prestito l’album di debutto degli Spin Doctors (1991) per introdurre l’intento citazionistico e descrittivo de I Mitchell contro le macchine. La ribellione delle AI è qualcosa a cui ormai siamo abituati grazie a pellicole come Matrix e Terminator.
In questo caso tuttavia il messaggio segue molteplici registri narrativi. La retorica familiare e l’incompatibilità generazionale sono caratteristiche reperibili tanto nel rapporto tra Mark e PAL quanto in quello tra Rick e Katie.
A livello visivo il lato umano e imperfetto viene rappresentato dalla palette calda del 2D che si scontra con geometrie 3D monolitiche e i colori freddi del mondo delle macchine.
La sostanza più versatile del pianeta e loro l’hanno usata per farci un frisbee.
Avengers: Age of Ultron (2015)
Psicologicamente è evidente una resistenza dei protagonisti a mettersi in discussione e ammettere i propri errori. Rick cerca di proteggere la figlia dalla tecnologia non provando nemmeno a comprenderne gli utilizzi. Il regista qui è bravo a non demonizzare il personaggio di Mark Bowman. Invece di cadere nel classico cliché dimostra come la tecnologia non rappresenti il nemico e possa essere usata a fini creativi, di svago e per incrementare le interazioni sociali. Rick torna utile come limitatore per evitare la dipendenza, unico vero neo del progresso narrato.
Infine la precisa caratterizzazione dei personaggi e la scrittura degli eventi che cronologicamente si susseguono in modo armonico creano un intrattenimento di buon livello che a parer mio fuoriesce dai limiti del cinema mainstream per famiglie.
Alcune scene infatti necessitano di sensibilità particolari per essere comprese appieno ma soprattutto il film è spassoso per chiunque, non solo per i bambini. La fuga dal centro commerciale ad esempio è tratteggiata in modo innovativo, ben orchestrata e ricca di riferimenti pop (da Tron a Odissea nello spazio passando dalla spilla del Dottor Stranamore ai calzini dell’Overlook Hotel delle scene inziali) che una volta compresi alzano l’asticella a un nuovo livello così come il duo comico Eric e Deborah Bot o le gag del piccolo Aaron.
A lezione da Miles Morales
Quando uscì Spider-Man: Into the Spider-Verse conquistò svariati riconoscimenti per effetti visivi e animazione. La pellicola diretta da Bob Persichetti combinava tecniche di stampo fumettistico (tratteggio e pittura) al render 2D fino a disegnare sui fotogrammi precedentemente realizzati in CGI. Il carattere giovanile del protagonista Miles Morales veniva esaltato da gabbie di impaginazione cinetiche e un lettering sulle onomatopee tipici del mondo delle nuvole parlanti.
Ne I Mitchell contro le macchine la storia non cambia anzi, le diverse tecniche applicate alle versioni alternative di Spider-Man qui vengono sfruttate per sottolineare l’unicità dei membri della famiglia.

Rispetto al 2018 l’evoluzione è evidente soprattutto nel ricorso all’acquerello e alla mescolanza tra 2D e 3D per contornare i caratteri dei personaggi. Nel contesto dominato da Pixar e Disney Sony si dimostra un player molto valido sviluppando una struttura personale e soggettiva che non può essere ignorata e getta le basi per nuovi traguardi dell’animazione soprattutto su grande schermo. Forse infatti un aspetto negativo del film è l’uscita esclusiva in piattaforma perché a mio avviso non era la sua ambizione primaria.
Due parole sulla colonna sonora
Il nome del compositore Mark Mothersbaugh è noto quando si tratta di cinema soprattutto se affiancato a quello di Wes Anderson. L’aspetto musicale è simile perché se da un lato migliora le atmosfere dei micro mondi del regista Texano ne I Mitchell contro le macchine incrementa la differenza tra quelle umane e robotiche.
In the Windmill City got my whole team with me
T.I. e Rihanna – Live Your Life
La sezione orchestrale viene accompagnata dalle sonorità pop, rock e alternative di gruppi come Talking Heads e Sigus Ross che gradualmente avvolgono lo spettatore fino al remix di T.I. e Rihanna che rinsalda il discorso sul vivere la vita in modo spensierato alla ricerca della propria identità e unicità.
Guerra tecnologica in salsa on the road
I Mitchell contro le macchine è una pellicola che forse non vuole dire tutto quello che avete letto finora. Magari non è interessata al lato psicologico, al rapporto padre/figlia, al discorso tecnologico e alle sue implicazioni nella vita degli esseri umani.
La tecnologia si sta ribellando, i robot pattugliano le strade e non c’è tempo per lavarsi le mani
Tranquillo, non lo faccio mai!
Dialogo tra Rick e Aaron Mitchell
È probabile che l’intento del regista Mike Rianda e del collega Jeff Rowe fosse semplicemente rivivere le avventure adolescenziali del primo.
Eppure il risultato è una pellicola che reinterpreta una sceneggiatura nota intrattenendo lo spettatore grazie a un’animazione cinetica e dei personaggi che per quanto mi riguarda sono diventati un’icona (Aaron e Linda sono incredibili pur essendo dei comprimari).
Perché lo consiglio? Perché mi ha fatto ridere di gusto.
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