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La Shoah tra stelle e strisce

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Il tema della Shoah è complesso e senza le dovute precauzioni aumenta il rischio di fraintendimenti.

Per questo motivo ho deciso di scrivere un articolo in cui l’olocausto viene trattato in modo indiretto, attraverso il punto di vista filmico e della graphic novel.

La seria comicità di JoJo

JoJo Rabbit non è la prima pellicola che tratta in toni non convenzionali le vicende della Shoah. Prima di lei si citano spesso Charlie Chaplin e Roberto Benigni che attraverso Il grande dittatore e La vita è bella modificano il paradigma classico introducendo l’ironia e un certo tipo di comicità in un contesto fino a quel momento cupo e terribile.

Johannes JoJo Betzier è un bambino che indossa con orgoglio la divisa nazista e conversa quotidianamente con il suo amico immaginario dalle sembianze del Führer. Durante una riunione della gioventù hitleriana un ragazzo più grande gli ordina di uccidere un coniglio e siccome JoJo rifiuterà il compito verrà soprannominato rabbit.

Da quel momento in avanti la trama si dipana in una serie di luoghi comuni per film di questo tipo ma ciò che rende originale la direzione di Taika Waititi (What we do in the shadows, The Mandalorian) sono il punto di vista fanciullesco, solare e colorato in antitesi con la rappresentazione classica dell’olocausto.

JoJo rabbit è una pellicola intelligente e pungente, che attraverso regia e recitazione notevoli raggiunge non solo lo spettatore normalmente sensibile alla tematica della Shoah, ma anche un target più giovane che può considerare il film nel suo aspetto didattico.

Contrariamente a quanto si possa pensare guardando con superficialità la locandina, il nazismo viene condannato totalmente dimostrando l’estrema solitudine del protagonista che vede la propria idea della società cambiare in modo proporzionale alla follia crescente dell’amico immaginario.

Alcuni dettagli come la scena delle scarpette rosse indossate da un’eccezionale Scarlett Johansson sottolineano la violenza della guerra analogamente ai combattimenti tra la fazione tedesca e quella americana.

Il film mescola realtà e immaginazione, dramma e melodramma con una forza visiva estranea all’argomento ma che allo stesso tempo elogia l’importanza della libertà, del pensiero e della vita.

JoJo Rabbit

Testament: la storia mai narrata di Max Eisenhardt

Max Eisenhardt è un ragazzo di origine ebraica cresciuto in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Insieme alla famiglia passa gran parte dell’adolescenza a fuggire dalla repressione nazista finché non viene catturato, separato dai genitori e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz.

Contemporaneamente al crescente disprezzo nei confronti del genere umano a causa delle atrocità subite, Max sviluppa la capacità di manipolare i metalli diventando, molti anni dopo, Magneto.

Greg Pak, autore di Testament, sfrutta le origini fino a quel momento misteriose del personaggio per ricordare le date più significative della Shoah: l’emanazione delle leggi razziali, la ghettizzazione e la deportazione.

Le illustrazioni crude e realistiche di Carmine di Giandomenico mostrano le difficoltà di un ragazzo impegnato a sopravvivere e a salvare la propria famiglia dalla cieca follia che ha contraddistinto gli anni del Conflitto. Testament si spoglia dell’aspetto supereroistico per mettersi al servizio della Storia, ricordando a un pubblico sempre più ampio l’importanza della memoria.

Testament_00

L’uomo nell’alto castello

Di tutt’altra natura rispetto ai primi due, la serie distribuita da Prime Video e basata sull’omonimo romanzo di Philip K. Dick immagina una realtà alternativa nella quale Roosvelt viene assassinato e la Grande Depressione insieme all’isolazionismo degli Stati Uniti portano alla vittoria della Germania di Hitler e allo scatenarsi delle estreme conseguenze culminate con la sconfitta a Pearl Harbor e la successiva sottomissione dei territori americani, europei e sovietici al regime.

Man in the high castle non tratta direttamente il tema della Shoah ma sottolinea l’importanza di fare una scelta, condannando la rassegnazione e il conformismo per convenienza che diventano il carburante con cui si alimenta la macchina del totalitarismo. Alla fine di ogni episodio lo spettatore è portato a interrogarsi sulle proprie posizioni e sugli aspetti che caratterizzano la sua vita perché come viene più volte ribadito il destino è nelle mani degli uomini.

Man in the high castle
Credits: reddit

Ampliare il punto di vista

Ho deciso di ricordare la Shoah attraverso mezzi di comunicazione non convenzionali che proprio per la loro natura legata all’intrattenimento spesso non sono ritenuti adatti alla trattazione di determinati argomenti.

Il mio vuole essere un invito a mettere al primo posto la Memoria rivalutando allo stesso tempo la capacità di coinvolgere di cinema e fumetto: è sufficiente sfogliare le magistrali tavole di Testament o approfondire la personalità dei personaggi di JoJo per rendersi conto di quanto esse sviluppino una narrazione in grado di farsi ascoltare dal lettore/spettatore, trasformandolo indirettamente in un testimone della Storia.


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